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TORTE SALATE E CORAGGIO


Non sei bella. Te lo dici spesso al mattino allo specchio, un occhio ancora chiuso ma l’altro già fisso sul tuo senso di colpa.

Non sei bella, e lo ripeti tutto il giorno, quando sbatti le ciglia accecata da un sole che vedi solo al di fuori di te.Chi l'ha sdoganato questo accanimento vigile che ci ruba tempo e sorrisi, e ci piega al modello di persone che non siamo?

Non so se è perchè sono donna o sono io, ma il conformismo delle mie ansie mi ha vietato spesso la soddisfazione di indossare i panni che preferivo, misurando la mia vita secondo un metro non mio, ma che ritenevo più esatto. Eppure metri e misure non mi piacciono troppo nemmeno a tavola, dove i numeri sulla bilancia sono sempre libere scelte per inventare.

Questa torta salata non è bella neanche lei, e decisamente non fotogenica. Ma per fortuna i denti sanno mordere anche le superfici impacciate delle cose brutte, e arrivare al cuore delle ricette. Delle ricette con un cuore ovviamente.


Ho mescolato 200 gr di sola farina di grano Timilia con un bicchierino da caffè di olio di riso, sale e acqua q.b., per un impasto da mettere poi in frigo per una mezz'ora.

Intanto ho cotto in tegame l'ultimo cavolo verza di fine stagione e tre zucchine, con olio di sesamo, sale e zenzero grattugiato. Successivamente ho preparato una besciamella scaldando 100 gr di farina di riso e di cicerchie con dell'olio di riso, aggiungendo poi 600 ml di latte di avena. I quantitativi variano a seconda che preferiate una crema più o meno densa, ed io voto sempre per il libero arbitrio.

Stesa la base dell'impasto nella teglia, l'ho fatta cuocere da sola per una decina di minuti in forno a 180 gradi, dopodichè ho aggiunto a strati la besciamella veg e le verdure, concludendo con qualche semino di zucca e di lino scuro per decorare.


Quando mettiamo un nome alle cose creiamo un'abitudine, e diamo già per scontato il coraggio di una torta salata brutta, ma buona da morire.

Perciò viva quei pasticci a tavola e quei pasticci di donna, che ci rassicurano su un mondo che non ha troppe pretese, se non quelle che imponiamo a noi stesse.

E abbasso quella sciocchezza del guardarsi senza vedersi, che nella diversità sta il segreto di tutto. Un po' di sostanza ogni giorno, ci salverà dalla sola bellezza.


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